Lo Zibaldone Economico

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Tempus fugit

Oggetti smarriti – piccolo catalogo delle cose perdute, dei giornalisti Giorgio Maimone e Luca Pollini, parte da un’idea semplice: raccogliere in un libro alcuni fra gli oggetti di uso quotidiano che oggi sono defunti, in via di estinzione o magari resuscitati da qualche moda più o meno passeggera. Si finisce per censire un centinaio di prodotti che hanno segnato la storia e che tutti possedevano in un passato non troppo lontano, ma che oggi sono stati superati dalla tecnologia o dai gusti della società e sono finiti nelle discariche locali o nelle soffitte dei nonni.

Alcuni esempi? La brillantina, il Ciao della Piaggio, la cabina telefonica e i gettoni, la cartolina, gli elenchi del telefono, la moquette e le sveglie – quegli oggetti antiquati che assolvevano la sola, ingrata funzione di ridestarci dai sogni. Altri, come i motori Diesel, i CD, le moke e le radio stanno scomparendo per un mix letale di innovazioni migliori e fascino calante, fiaccato dai tempi che cambiano e talvolta dagli scandali che rivelano la vera natura di qualcosa che ritenevamo buono. Il vinile, il libro cartaceo e l’orologio, invece, sono alcuni degli oggetti che hanno incassati i colpi degli anni e delle critiche meglio di Rocky e si stanno rimettendo in piedi con ritmi di crescita che fanno invidia alle tecnologie che hanno tentato di sopprimerli. Possiamo concludere che quest’ultima categoria sia composta da oggetti intramontabili? Probabilmente no, perché tutto è soggetto allo “Zeitgeist”, lo spirito del tempo – una bella espressione inventata dai romantici tedeschi nell’Ottocento, che però racchiude solamente una dimensione culturale; aggiungendoci quella tecnologica, riusciamo a comprendere il cambiamento attorno a noi.

Il libro ha un taglio inevitabilmente ironico e scanzonato, che stimola la curiosità e rende la lettura piacevole. Io, che sono nato nel lontano 1996, non conosco alcuni degli oggetti analizzati nel libro; alcuni li ho visti come cimeli sugli scaffali delle mansarde dei miei nonni, altri invece non li ho proprio mai visti. È naturale, quindi, che non possa comprendere il trasporto emotivo che possono provare le due generazioni precedenti alla mia – quelle da cui provengono gli autori. Si tratta infatti di prodotti che hanno segnato gli anni Settanta, Ottanta e magari anche i Novanta, per cui è naturale che rievochino ricordi dei bei tempi andati. I nostalgici trarranno particolare piacere dalla lettura di Oggetti smarriti e sono sicuro che mentalmente aggiungeranno i loro “compagni di avventure” alla già lunga lista fatta da Maimone e Pollini.

Tuttavia, è un bel libro anche per i più giovani. Offre infatti qualche interessante spunto, come la storia di aziende e prodotti italiani che hanno dominato le ultime decadi dello scorso secolo e che io non conoscevo nemmeno. È anche utile riflettere su quanto sia rapido il cambiamento tecnologico e quanto alcune multinazionali ne siano state vittime. Il libro cita BlockBuster, che è stata piegata da Netflix e poi tutti i servizi streaming, ma si può estendere lo stesso ragionamento a Nokia, Kodak o la nostrana Olivetti. Se le imprese non vogliono fare la fine di questi loro illustri colleghi, devono impegnarsi a lasciare un segno nella società – creando bisogni, non solo rispondendo al consumatore – e ad investire sulla ricerca per anticipare i trend tecnologici. Peraltro l’innovazione impatta anche il mondo del lavoro, con alcune occupazioni che spariscono e altre che se ne creano. Il libro cita alcune professioni, come il benzinaio o il giornalista, che sono destinate a ridimensionarsi drasticamente nei prossimi lustri, fino probabilmente a sparire. Ci sarà meno spazio per noi giovani in alcuni settori, ed è bene esserne consapevoli per aumentare le possibilità di inserirsi con successo nel mercato del lavoro.

Sarà bello leggere il libro fra vent’anni e osservare se alcuni oggetti saranno tornati in auge o se altri prodotti che oggi usiamo quotidianamente saranno spariti definitivamente. Chi, ad inizio millennio, avrebbe mai pensato che il vinile avrebbe riconquistato le case di sempre più italiani di lì a vent’anni? Eppure è successo. È il fascino dell’evergreen – o forse no.

Siete curiosi di leggere il libro? Luca Pollini sarà ospite del Guanxinet a Palazzo Festari (Valdagno), venerdì 21 febbraio alle 20:30. Potrete ascoltare l’autore, togliervi qualsiasi curiosità e, se vi avrà convinti, acquistare una copia di Oggetti smarriti. Non mancate!

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