Lo Zibaldone Economico

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Cultura, Letteratura

Storie, errori, fascino

Ricordo la prima volta in cui mi sono imbattuto in Roberto Mercadini. Affaticato dallo studio, mi coricavo a letto e aprivo i vari social, per dare la buonanotte al mondo. Scorrendo la bacheca di Facebook incappo in un curioso individuo, dal barbone incolto e alcuni capelli bianchi che spuntano qua e là – sempre meno dei miei, nonostante stimassi un’età di almeno quindici anni superiore. Ebbene, tale individuo è riuscito a tenermi incollato allo schermo per un quarto d’ora raccontandomi la storia di una mela, mentre i miei professori di Marketing mi spiegano che catturare l’attenzione anche solo per 20 secondi è già un enorme successo.

Fatto sta che scopro che mio fratello ha acquistato il primo romanzo di Mercadini, Storia perfetta dell’errore. Appena tornato a casa dal tran-tran milanese, glielo sequestro, lo leggo tutto d’un fiato, ed eccomi qui a scrivere i miei pensieri.

Il libro è di Pietro e Selene, il Sole e la Luna – una storia di opposti che si respingono e si attraggono. La struttura si incardina su più racconti, che sono ciò che riesce meglio a Mercadini. Si spazia dalla preistoria ai tempi moderni, dall’arte alla scienza, con numerosi riferimenti a vicende bibliche che ci portano dal fisico al metafisico. Il filo che lega questi miniracconti è l’errore, a volte casuale e a volte voluto, ma sempre con un significato.

Uno dei motivi per cui ascolto e leggo volentieri Mercadini, infatti, è proprio la sua capacità di trasmettere conoscenza. Ammiro la sua capacità di trovare storie che meritino di essere narrate (come quella di Fosco Maraini, padre di Dacia) e di reinterpretare vicende che già conosciamo, proponendole sotto una luce nuova. Le 200 pagine di Storia perfetta dell’errore (quasi un ossimoro) educano, nel senso letterale di “guidare fuori” (e-ducere); è un romanzo piacevole e scorrevole, ma che lascia ai curiosi la possibilità di scoprire e assorbire qualcosa di nuovo. Come le migliori opere, mette d’accordo chi cerca approfondimento e chi si “accontenta” dello svago. Non mi sorprende che il libro stia avendo successo e sia stato ristampato.

Oltre alle storie, di per sé affascinanti e interessanti, Mercadini emerge fra le righe con tutte le sue qualità. La sua capacità di insegnare senza mai risultare noioso, pesante o saccente, la sua ironia e la sua cultura traspaiono chiaramente nella lettura. Mi sembra di vederlo, chino sulla scrivania di fronte al suo computer, che si diverte sviluppando una pagina dopo l’altra. Se guarderete qualche suo video, lo sentirete parlare ad ogni intervento del narratore. Vivrete quindi la strana e piacevole sensazione di essere allo stesso tempo seduti a teatro spaparanzati sul divano di casa (o sotto l’ombrellone, se siete fortunati). Non male, per essere il primo romanzo.

Dicevo prima che ogni racconto contiene uno o più messaggi; ma qual è la morale del libro? Ciò che mi porto a casa, oltre alle tante storie e citazioni, è che dobbiamo imparare a sbagliare. La razionalità non è adatta a molti contesti e, anche quando può essere usata coerentemente, non possiamo mai schermarci dal caso. Ciò che sembra un grossolano errore può rivelarsi un’idea vincente in poco tempo. Specialmente se accettiamo l’errore e sappiamo volgerlo a nostro favore.

Se non conoscevate Mercadini, vi ho dato un bel po’ di materiale da spulciare sotto l’ombrellone, nei momenti di noia da spiaggia. Cominciate con un paio dei suoi video, che potete trovare qui, e passate poi al libro. Non ve ne pentirete 😊

Buona lettura!

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