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Il quarto quarto: come vivere gli ultimi vent’anni di vita

Prove tecniche di resurrezione – Come riprendersi la propria vita è l’ultimo libro di Antonio Polito, giornalista del Corriere della Sera. Il breve saggio tratta un argomento spinoso quanto importante, quale gli ultimi anni di vita. Non è la prima volta che mi capita di scrivere sulla morte, eppure ogni volta si trovano spunti e angolature diverse. C’è chi la tratta in modo tecnico, chi in modo ironico e scanzonato, e altri ancora in modo riflessivo. Direi che Prove tecniche di resurrezione si inserisce proprio in quest’ultimo solco, offrendo numerosi spunti per avvicinarsi alla morte nel modo più corretto.

Sebbene la morte e il decadimento fisico siano da decenni dei tabù da censurare, prima o poi tutti noi invecchiamo e ce ne andiamo. È quindi fondamentale iniziare a prepararsi per tempo, in modo da non lasciare rimpianti o scheletri nell’armadio. Quando iniziare? Se nel nostro paese l’aspettativa di vita media è di poco sopra agli 80 anni, Polito dedica il libro a chi è entrato nel “quarto quarto” della propria vita. Bisogna iniziare a fare ordine e cambiare le proprie priorità secondo i valori che vogliamo ci guidino fino alla fine.

Farlo diventa sempre più importante, visto il veloce trend dell’invecchiamento della popolazione in tutti i paesi ad alto reddito. Di fronte al crescente numero di anziani e al declino della natalità, tutta la società dovrà riconfigurarsi e ridistribuire le risorse in modo più efficiente rispetto a quanto non stia facendo ora, a causa di governi totalmente impreparati a gestire la questione.

La mia anima da studente di Economia non ha potuto resistere a darvi questo breve quadro macro, ma non voglio trarvi in inganno: Prove tecniche di resurrezione è un libro “micro”, molto intimo e personale. Va letto e meditato pagina per pagina, e poi eventualmente discusso con gli amici e la famiglia. Questa diventa quasi una condizione necessaria per evitare lo stigma dell’anzianità – peso che io già inizio a sentire: esame dopo esame, i capelli bianchi avanzano imperterriti. Eppure l’accettazione del proprio invecchiamento, segnalato dai primi cambiamenti fisici, è il primo passo per la “resurrezione laica” in vita che ci propone Polito. E non è semplice, nella società di Instagram e dell’immagine.

D’altro canto, ormai abbondano i mezzi per ritocchi estetici più o meno importanti. Dalla liposuzione alla tinta, ognuno nutre la propria vanità in qualche modo. La scienza – fortunatamente – ci sta offrendo rimedi sempre più portentosi, che allungano la vita e la qualità degli ultimi anni. Un settantenne di oggi non ha nulla a che vedere con un settantenne di trent’anni fa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Un esempio che citato nel libro è il Viagra e i suoi tre cugini (Cialis, Levitra e Spedra), che migliorano notevolmente le performance sessuali e permettono quindi di vivere una migliore vita di coppia anche più in là con gli anni. Il gene editing con la tecnica CRISPR (ma non solo) potrebbe portare ulteriori avanzamenti; nonostante Polito mi sembri piuttosto scettico in merito a tali possibilità, c’è una probabilità piuttosto alta che saranno la normalità nel futuro. Così come il Viagra ha migliorato l’intimità di generazioni di uomini e donne, così il taglia-e-cuci genetico risponderà ai bisogni delle persone. Magari, fra una quarantina d’anni, io non avrò neanche bisogno della pillolina blu 😉

Al di là dell’aspetto fisico, Polito consiglia anche di rimettere in ordine la propria vita. Potete gettare gli oggetti inutili, eliminare le conoscenze che vi sono diventate pesanti, tagliare i ponti con gli aspetti del passato che vi arrecano danno o semplicemente fastidio. In questo modo si lascia un’immagine precisa di sé una volta trapassati – oltre al beneficio di sentirsi meglio quando si svolgono queste attività. In generale, il libro è pieno di consigli utili, anche per chi è ancora distante dal “quarto quarto” (come il sottoscritto, perlomeno come anagrafica). Ad esempio, l’ascolto dei propri familiari e amici diventa fondamentale a mano a mano che ci si approccia la morte, ma è un’abilità che va affinata nel tempo e che può portare benefici a qualsiasi età.

È anche importante il “give back” – il restituire, o il dare senza aspettarsi nulla in cambio. Numerosi studi medici hanno dimostrato come le attività di volontariato migliorino la salute mentale e persino fisica, allungando la vita della persona. Quanti “nonni vigile” vediamo per le strade, al giorno d’oggi? Ciò aiuta anche a sentirsi utili alla società e ad evitare la solitudine, che è una delle principali sfide della società del presente e del futuro.

Polito è riuscito a concentrare questi e molti altri spunti e consigli in appena 150 pagine. Prove tecniche di resurrezione è un saggio snello e ironico, ma allo stesso tempo profondo e riflessivo. Ci mette di fronte alla morte, che è un tema troppo poco dibattuto fra le mura domestiche e negli ambienti pubblici. Ci sono quindi molti motivi per cui vale la pena cimentarcisi. Se volete conoscere l’autore e magari acquistare il libro, Polito sarà ospite del Guanxinet venerdì 18 gennaio, alle ore 20:30, a Palazzo Festari (Valdagno). Ci vediamo lì 😊

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