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G Factor: breve compendio per la digitalizzazione delle PMI

Se vi dicessi la parola “Google”, probabilmente molti di voi penseranno al motore di ricerca su cui ogni giorno cerchiamo informazioni di qualsiasi genere. Pochi, invece, conoscono l’impatto che la galassia Google ha avuto sulle PMI di tutto il mondo, e più in generale sulla nostra società. G Factor, il nuovo saggio scritto da Diego Ciulli, Giampaolo Colletti e il Prof. Carnevale Maffè, si propone proprio di approfondire questi aspetti. Il risultato è un libro leggero e piacevole alla lettura, ma allo stesso tempo carico di contenuti e molto utile per chiunque volesse addentrarsi nel magico mondo della digitalizzazione e di internet – anche grazie al contributo di Tortuga, think tank di economia e politiche pubbliche, che ha collaborato nella ricerca e analisi dei dati.

Prima di spiegarvi meglio di cosa parla G Factor, voglio fare una semplice premessa riprendendo uno fra i primi spunti offerti dal libro: se oggi diamo l’elettricità per scontata, tra pochi anni la connessione internet sarà un’infrastruttura ugualmente vitale e onnipresente. Il World Wide Web ha segnato la storia, creando un nuovo settore dal nulla (la Internet economy) e generando poi una cascata di effetti su tutta l’economia e la società. Visto che ormai non è possibile sottrarsi alla rete, bisogna capire come si può fare leva sulla Internet economy per portare al successo la propria azienda. Serve il G Factor, sostengono gli autori: il segreto del successo risiede nella capacità di combinare sapientemente presenza digitale e fisica, pur mantenendo la propria identità su ogni canale. “G” non è altro che l’iniziale di Google, la piattaforma digitale che mette nelle mani di tutti noi dei potenti strumenti per costruire o ingrandire la nostra azienda.

Questi primi punti potrebbero andare contro il pensiero comune di alcuni di noi: Google è talvolta percepito come un’azienda enorme, distante dalla nostra vita quotidiana. Al contrario, il G Factor può diventare un elemento competitivo di grande rilevanza per ogni impresa.

Un primo esempio è la pubblicità. In passato, solo le aziende più grandi e strutturate potevano permettersi gli investimenti necessari per promuovere i propri prodotti; Google ha portato una sferzata d’aria fresca al settore, con i suoi AdSense e AdWords. Senza entrare nello specifico di questi strumenti, i principali vantaggi sono un netto abbattimento dei costi fissi (perché si paga solo ad ogni click sul link o banner), maggior misurabilità (si può vedere immediatamente quanti hanno cliccato sull’inserzione, al contrario di uno spot su Rete4) e miglior targetizzazione, perché decidiamo noi a chi mostrare la pubblicità – incrementando la probabilità che il consumatore sia interessato.

Ciò ha un riflesso immediato sull’apertura dei mercati: abbiamo sempre più micro-multinazionali, presenti in ogni angolo della Terra. Dimenticatevi le economie di scala: oggi Google è una vetrina per il mondo, dove le PMI possono mettere in mostra ciò che fanno meglio e concentrarsi su piccole, ma globali, nicchie di mercato. Se le grandi imprese godevano di un vantaggio competitivo dovuto alle loro dimensioni, oggi questo vantaggio si sta assottigliando sempre più. Il nostro paese, che è animato da decine di migliaia di PMI, può trarre un beneficio enorme da questi cambiamenti. L’idea di fondo è quella di creare valore insieme, sfruttando tecnologie sviluppate da altri – Google, nel caso specifico.

Ma Google non offre solamente una vetrina grande come il mondo e pubblicità a basso costo (e alta efficacia). Un ulteriore servizio è Google My Business, che permette di creare una scheda per la propria attività commerciale ottimizzata per tutti i tipi di dispositivo. I vostri clienti potranno quindi accedere a tutte le informazioni importanti, come orari, telefono o posizione, con un’interfaccia grafica intuitiva e accattivante.

Fra i tanti altri spunti interessanti, G Factor introduce anche altre applicazioni da conoscere, come Google Drive, Google Suite o Google Arts&Culture (quest’ultimo per il settore dell’accoglienza). Non vorrei però dare l’impressione che si tratti di un manuale da studiare: i tanti concetti sono sempre accompagnati da più di un caso di aziende che hanno dimostrato di avere il G Factor, così da dare esempi concreti e consigli pratici.

Il messaggio che mi ha lasciato il libro – e che vorrei condividere con voi – è che in fondo Internet è una tecnologia molto italiana: amplia il mercato degli artigiani, premia il tailor made, facilita la ricerca di nicchie e crea una sorta di campanilismo globale. La sfida, chiaramente, è saper coltivare e sfruttare il G Factor che Google mette a disposizione di tutti noi. Se in potenza le nostre PMI hanno efficacissimi strumenti per le mani, devono avere la capacità di mettere in moto (o porre in atto, per continuare il ragionamento aristotelico) gli ingranaggi della digitalizzazione. Servono quindi nuove figure professionali, che sappiano orientarsi nel mondo liquido di internet. Il nostro paese è in ritardo e rischia di perdere il treno dell’innovazione, mentre l’intelligenza artificiale sta spostando l’occupazione dai settori tradizionali a quelli più recenti. Proprio questo, però, ci pone in una prospettiva di forte crescita per il futuro: la sfida per digitalizzare l’Italia è iniziata e non possiamo perdere altro tempo.

G Factor va nella direzione giusta, e quindi dovrebbe essere su quanti più comodini possibili. Se ancora non vi avessi convinto, considerate che “i diritti d’autore di quest’opera saranno devoluti dagli Autori a Fondazione Mondo Digitale, organizzazione senza scopo di lucro, che dal 2001 opera a livello locale, nazionale e internazionale svolgendo attività legate alla conoscenza, con un focus particolare sull’alfabetizzazione digitale dei più giovani.” Quindi non solo conquisterete il G Factor, ma contribuirete a diffonderlo in tutta Italia!

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