L’aspettativa di vita media in Italia è di ben 83 anni e mezzo, che sale a quasi 86 se consideriamo solo le donne. Se escludiamo il Principato di Monaco, siamo il secondo paese più longevo del mondo, dopo il Giappone. Godiamo di una tale reputazione che Yan Yan, un mio amico sino-americano che vive a San Francisco, studia Design a Stanford e vorrebbe diventare chef, mi ha chiesto come facciamo a vivere così a lungo. La mia risposta, un po’ divertita, è stata che mangiamo bene e abbiamo uno stile di vita piuttosto rilassato. Se me lo avesse chiesto ora, dopo che ho letto L’età non è uguale per tutti di Eliana Liotta, avrei saputo dargli una risposta decisamente più completa e sostenuta da fatti scientifici.

La Liotta, che ha diretto per sette anni Io Donna e ora si dedica alla divulgazione scientifica, si è impegnata con i medici dell’Ospedale Humanitas di Milano per darci un quadro completo su come tutelare la nostra salute. Per “quadro completo” intendo dire che copre davvero ogni aspetto per migliorare la condizione fisica e mentale dei lettori. Dalla dieta alle relazioni sociali, dal sonno al movimento, passando per la prevenzione medica: ce n’è per tutti!

L’elemento che più mi ha colpito, però, non è tanto la completezza, quanto il livello di approfondimento per ciascun tema. Coadiuvata dai ricercatori dell’Humanitas – nonché dalla sua decennale esperienza su questi argomenti – la Liotta scava a fondo ad ogni punto che affronta, offrendo sempre puntuali riferimenti a studi scientifici e medici che ne corroborano le tesi. Tuttavia, il libro non risulta affatto pesante o incomprensibile: forte del suo percorso da divulgatrice, l’autrice usa un lessico semplice e chiaro, spiegando tutti i concetti più ostici che inevitabilmente capitano fra le pagine. Al contrario di molti scienziati, non dà nulla per scontato, facilitandoci l’immersione nel libro e la piena comprensione delle problematiche da cui dobbiamo guardarci – o delle possibili soluzioni.

Il saggio è piuttosto lungo – poco più di 300 pagine – ma si legge piacevolmente e lo si può spezzare in piccole parti senza compromettere il senso generale. Peraltro, il libro è pieno zeppo di consigli utili, per cui a volte è meglio fermarsi su una pagina di particolare interesse per lasciar depositare i concetti più importanti. Un esempio che posso portarvi è la dieta smart che occupa ben quattro pagine, suggerendo un menù completo che va dalla colazione del lunedì alla cena della domenica.

La nutrizione è uno dei cavalli di battaglia dell’autrice e occupa un posto di rilievo nel libro. Come ogni altro argomento, è trattata in maniera scientifica e puntuale, senza lasciare spazio alle credenze popolari o ai falsi miti. Al contrario, l’ultimo capitolo del libro è un debunking delle principali credenze su cibo, vaccini e salute. È molto utile per fare chiarezza su alcuni aspetti che stanno diventando davvero confusi, con il diffondersi delle fake news sui social network. Potrete quindi scegliere una dieta e uno stile di vita davvero sani, liberandovi di tutte le ideologie che inquinano il dibattito scientifico e danneggiano il nostro buon vivere.

Tirando le somme, credo che il concetto di “cura” possa riassumere l’intero libro. L’autrice ci insegna a prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente, migliorando salute e stato d’animo – che sono spesso collegati. Come scriveva bene Umberto Curi ne Le parole della cura, noi italiani manteniamo un’unica parola per indicare sia l’attenzione (“prendersi cura”) che il percorso verso la guarigione (“il medico mi ha prescritto una cura dimagrante”). Gli inglesi, stranamente, dedicano a questo concetto ben due parole diverse: care (attenzione) e cure (curare). Solo cogliendo appieno entrambi questi significati si può vivere in salute.

Vi consiglio di venire a conoscere la Liotta a Valdagno, il 3 ottobre (ore 20:30, Palazzo Festari). Il Guanxinet ospita, come sempre, autori di rilievo e libri davvero interessanti. Entrata libera, quindi è vietato mancare 😉