Il 4 marzo si va al voto con la nuova legge elettorale, il Rosatellum. Si tratta di un sistema piuttosto complesso, per cui ho pensato che potrebbe essere utile spiegarvene i meccanismi prima di andare alle urne.

Innanzitutto, l’attuale legge elettorale è stata preparata dopo che la Corte Costituzionale dichiarò l’Italicum incostituzionale, a causa di un premio di maggioranza troppo alto – qualsiasi partito che avesse preso più del 40% dei voti al primo turno avrebbe preso 340 seggi alla Camera, corrispondenti a circa il 55% del totale. A sua volta l’Italicum era stato ideato per l’incostituzionalità del Porcellum (Legge Calderoli), in cui il primo partito avrebbe preso un cospicuo premio di maggioranza indipendentemente dal raggiungimento di determinate soglie. Sembra quindi che ci sia una sorta di “bias incostituzionale” nelle menti dei legislatori italiani; quanto durerà il Rosatellum?

Pur non sapendo quanto durerà, il 4 marzo voteremo con la nuova legge elettorale, quindi è bene sapere di cosa si parla. La caratteristica più importante è la divisione in seggi maggioritari e proporzionali, dove gli eletti verranno determinati in base al numero di voti del proprio partito o coalizione. Il sistema maggioritario determinerà un terzo dei parlamentari di Camera e Senato, eletti in collegi uninominali (dove cioè verrà eletto solo il candidato che ottiene più voti), mentre il proporzionale verrà usato per i rimanenti due terzi – più un piccolo numero di deputati e senatori destinati alla Circoscrizione Estero, che vengono eletti ancora secondo la Legge Tremaglia del 2001 (quindi solo con metodo proporzionale). Per i partiti è quindi importante riuscire a proporre una forte campagna elettorale sia a livello nazionale (per il proporzionale) che territoriale, per il maggioritario.

Sebbene il maggioritario assegni solo un terzo dei seggi, contiene un elemento di sorpresa che sarà sicuramente determinante per formare il governo. In poche parole, è più importante vincere in maniera risicata in un gran numero di collegi e venire sconfitti in modo netto in pochi, piuttosto che ottenere vittorie schiaccianti ma povere in numero. Negli States, dove vige un sistema totalmente maggioritario, Trump è riuscito a vincere pur avendo raccolti meno voti della Clinton, che aveva stravinto in pochi stati. Il primo partito, che ad oggi è il M5S, verrà quindi avvantaggiato da questo sistema. Dovrà però essere in grado di proporre candidati convincenti, se vuole battere la concorrenza.

Il candidato dell’uninominale è importante anche per un altro motivo: con il Rosatellum si voterà con una sola crocetta sia i candidati al maggioritario che al proporzionale; il candidato alla uninominale verrà stampato molto in grande rispetto ai quattro candidati per coalizione al proporzionale, perciò servirà da “acchiappa-voti” e sarà fondamentale proporre volti noti ed amati (mentre la combinazione noti ed odiati è quella da evitare, vedasi Moretti a Vicenza). Uno dei lati positivi del maggioritario è che i candidati dovranno allacciare e mantenere un forte legame con il territorio da cui provengono, dando voce ai cittadini. Potete votare in due modi: o barrando il nome del candidato all’uninominale, o barrando il simbolo di un singolo partito all’interno della coalizione. Nel primo caso il vostro voto andrà esclusivamente al candidato, ma NON al partito per il conteggio del plurinominale, mentre nel secondo caso il voto andrà direttamente SIA al candidato alla uninominale che ai candidati al proporzionale proposti dal partito. Qualsiasi altra soluzione vi invaliderà la scheda – quindi, ad esempio, non sarà possibile indicare preferenze fra i candidati al plurinominale, né votare due partiti all’interno della stessa coalizione. Non è nemmeno ammesso il voto disgiunto, cioè dare la propria preferenza ad un candidato e contemporaneamente ad una lista che NON lo supporta.

Il Rosatellum, al contrario dell’Italicum, non prevede la possibilità di esprimere preferenze. Quindi non dovete barrare i nomi dei candidati alla plurinominale, ma solo la lista che lo sostiene. L’elezione avverrà in base alla proporzione dei voti ottenuti da ogni lista. Fate attenzione a questo aspetto, perché una scheda con un candidato al proporzionale crocettato è contestabile.

In poche parole, bisogna mettere solo una crocetta sulla lista o sul candidato all’uninominale; l’unico caso in cui sono ammesse le due crocette è il voto coerente, ossia quando scegliete un candidato all’uninominale e una lista che lo sostiene.

Già saprete che le soglie di sbarramento sono fissate al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni, definite come alleanze di almeno quattro liste. Rimarremo quindi vittime di un sistema iper-partitico e litigioso, anche se ognuno avrà la possibilità di votare chi meglio rappresenta i propri ideali. L’Italicum proponeva uno sbarramento del 3% alle liste, eliminando la possibilità di coalizioni.

Spendo due parole per l’uguaglianza di genere, visto che si fanno passi avanti. Nei plurinominali i candidati devono essere indicati in ordine alternato di genere (quindi saranno 50-50), mentre i capilista e i candidati agli uninominali non possono rappresentare uno dei due generi in misura superiore al 60% (su scala nazionale per la Camera, regionale per il Senato) sul totale della lista o coalizione. Anche in questo caso l’Italicum era più lungimirante, obbligando l’elettore ad esprimere una preferenza per genere, in caso volesse esprimere entrambe le preferenze a cui aveva diritto. Tuttavia, ci dimostriamo uno dei paesi più attenti alla discriminazione di genere in Europa; nonostante la presenza di leggi che favoriscono la presenza delle donne nei CdA e in politica sia indice di un certo maschilismo nella nostra società (che esiste in quasi tutti i paesi occidentali), dobbiamo prendere atto che stiamo agendo nella giusta direzione.

Spero che questa breve guida vi sia utile una volta che vi troverete dentro alla cabina elettorale. Se avete altri dubbi, non esitate a commentare qui sotto! Vi risponderò subito 😊

Buon voto a tutti!