Ogni anno mi piace riflettere sugli avvenimenti degli scorsi mesi e provo a fare qualche previsione per il prossimo futuro. Il 2017 si preannunciava un anno difficile, con mille appuntamenti elettorali, Trump al governo e la May in trattativa per la Brexit, ma alla fine si è rivelato più tranquillo del previsto.

Quelli appena passati sono stati 365 giorni politicamente densi: siamo passati dalle elezioni in Olanda a quelle in Francia, con la sudata vittoria di Macron sul nazionalismo della Le Pen; poi è toccato ai tedeschi andare alle urne, e Frau Merkel non ne è uscita forte come avrebbe voluto – e infatti si sta ancora cercando di formare un governo. Nel frattempo, Donald Trump si è accomodato alla Casa Bianca e ha iniziato la propria esperienza presidenziale, dividendo l’America e il mondo intero. Il suo collega nordcoreano Kim ha pensato bene di rafforzare il proprio arsenale nucleare e di iniziare a testare missili balistici intercontinentali, che potrebbero raggiungere l’Alaska. Questa è probabilmente la più grossa minaccia con cui dovremo convivere nel 2018.

Rimanendo nell’area asiatica, la Cina ha approfittato dell’isolazionismo del governo Trump e della generale confusione mondiale (“l’Età del Caos”, secondo Rampini) per guadagnare una posizione di rilievo nello scacchiere geopolitico. Il Congresso del Partito è stato una grossa prova di forza del Premier Xi Jinping ed è probabile che il Dragone continui a macinare successi su successi. La copertura mediatica di cui gode Pechino è solo una prova della crescita cinese – a discapito degli States e forse di tutto il blocco occidentale, nonostante Xi stia facendo di tutto per rassicurarci ed entrare nel club.

Il 2017 è stato anche l’anno in cui abbiamo sconfitto l’ISIS, dopo più di due anni di feroci combattimenti. Nonostante abbia colpito ancora svariate volte in Europa (Barcellona è probabilmente l’attentato più rilevante), il governo siriano e i ribelli hanno espugnato tutte le principali città in loro possesso e ormai il loro territorio si è ridotto a poche aree d’influenza. Lo Stato Islamico continuerà tuttavia a vivere come organizzazione internazionale e ad ispirare attacchi in tutto il mondo, quindi non dobbiamo abbassare la guardia. Il vantaggio è che il sogno del califfato è svanito, quindi l’ISIS eserciterà probabilmente un minor fascino sui giovani.

Passo ora alla scienza e alla tecnologia. Nel 2017 sono stati inventati o lanciati alcuni dispositivi che cambieranno la nostra vita nei prossimi anni. Voglio citare l’iPhone X, che ha segnato un radicale cambiamento nella percezione dello smartphone: lo schermo va da bordo a bordo, non ci sono più bottoni, niente jack, riconoscimento facciale, etc. In pratica riunisce il meglio della tecnologia sul mercato e crea lo smartphone che guiderà il mercato nei prossimi anni. Sul fronte alimentare, abbiamo due novità: dal 2018 potremo mangiare insetti e prodotti derivati anche in Europa, e ci sono molte start-up che hanno cominciato a coltivare molluschi e alghe su lunghe corde ancorate al fondo del mare. Il vantaggio è duplice: si produce ossigeno nel mare e si aumenta enormemente la produttività degli allevamenti dei molluschi, permettendo di farli arrivare sul mercato a prezzi più competitivi. Per quanto riguarda gli insetti (che sono considerati un superfood per via dell’alto apporto proteico), è molto probabile che entreranno nelle diete degli occidentali più in fretta di quanto si pensi. L’Italia è notoriamente restia alle innovazioni nel cibo, ma non mi stupirei se trovassi facilmente hamburger di insetti nel 2020 nel Nord Europa.

Nell’articolo sul 2016 citavo Musk, e a quanto pare dovrò farlo anche nel 2017. L’imprenditore di origini sudafricane è riuscito a lanciare con successo un razzo che era già atterrato l’anno precedente, di fatto riciclando il missile. Ciò chiaramente porterà a benefici enormi per i viaggi nello spazio, che diventano sempre più vicini. Musk ha anche lanciato la Tesla Roadster, che vuole essere la macchina industriale più veloce della storia – mettendo fine al mito delle auto elettriche come scatolette da città. Peraltro Tesla ha superato la quotazione di Ford, segnando un momento simbolico per il passaggio ad una nuova era. Nonostante ci sia chi teme che si tratti solo di una bolla (visto che Tesla non riesce ancora a far fronte alla domanda per le sue auto), molti esperti di innovazione scommettono che quando un uomo come Musk si mette in testa che l’auto elettrica è il futuro, quello sarà il futuro per tutti noi.

Cosa dire sul 2018? Nei primi mesi dell’anno i riflettori saranno puntati su di noi, per le elezioni politiche. Abbiamo una grossa opportunità per unire l’Europa, con Macron e Schulz che invocano gli Stati Uniti d’Europa. Se il governo italiano dovesse essere filoeuropeo, è probabile che l’anno prossimo sarà all’insegna della bandiera a 12 stelle. Se invece il M5S dovesse vincere, la vedo male per noi italiani e per le istituzioni continentali.

Vi auguro un 2018 col vento in poppa! Conoscete nuova gente, lanciatevi in progetti ambiziosi e fatevi contaminare dall’ambiente in cui vivete e dalle innovazioni; questi saranno i buoni propositi anche per me 😉