Uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump era lo smantellamento dell’Obamacare, il programma di assistenza sanitario federale che garantisce l’accesso alle cure mediche ad una larga fetta di americani. Non ci deve quindi sorprendere se il tycoon sta insistendo così tanto su questo tema, nonostante abbia trovato un terreno minato nel Congresso. In questo articolo analizzerò le ragioni per cui il Trumpdoesn’tcare è così importante per il Presidente USA e ve ne delineerò i principali tratti.

Se il provvedimento non venisse approvato, sarebbe uno schiaffo importante all’amministrazione Trump. Non si tratterebbe semplicemente di una sconfitta politica – perché significherebbe che un buon numero di parlamentari repubblicani avrebbe votato contro di lui – ma anche di un presagio funesto per la sua amministrazione. Il Presidente ha infatti bisogno di soldi per finanziare il taglio delle tasse, altra promessa sbandierata lungo tutta la campagna elettorale. Il Gabinetto conta di trovare le risorse necessarie proprio riducendo la spesa sanitaria, che però non sarà semplice da abbattere.

Il problema è che molti repubblicani temono la reazione del proprio elettorato: non possono permettersi di rimanere senza i voti di chi attualmente beneficia dell’Obamacare, per cui Trump potrebbe essere tradito dal suo stesso partito. La situazione non è però tragica come la dipingono i media europei. Mentre il Presidente continua a fare il suo consueto tira-e-molla (prima si dice a favore del Medicaid, poi lo oppone, poi dice che la legge del Senato che la modifica al ribasso è “senza cuore”), la Camera ha già approvato un provvedimento mirato a ridimensionare i costi. Il Senato ne sta discutendo una che dimezzerebbe la percentuale di popolazione under 65 senza copertura medica – dal 10% al 18%, al livello pre-Obamacare. La legge garantirebbe un risparmio di circa 834 miliardi in 10 anni, diminuendo gli iscritti al Medicaid del 17%.

I problemi non riguardano però solamente il calo nel numero delle persone assicurate, ma anche una serie di elementi che rappresenterebbero un preoccupante passo indietro per gli USA. Innanzitutto, l’Obamacare proibisce alle compagnie assicuratrici di caricare tassi più elevati sulle persone malate, di fatto approfittandosi del loro stato di salute. Inoltre, queste aziende sono obbligate a coprire dieci servizi essenziali; prima dell’Obamacare, circa 2/3 di chi acquistava una polizza non aveva diritto ad una copertura per la maternità. Oggi si rischia di tornare a quel punto. Un’altra questione delicata è il costo delle assicurazioni: prima del 2015 molte persone erano costrette ad indebitarsi per pagare le spese mediche dovute a qualche attacco grave perché non riuscivano a trovare compagnie che offrissero un prezzo ragionevole. Ad esempio, un cardiopatico avrebbe dovuto essere ricco per permettersi una copertura sanitaria; se lo avesse colpito un infarto e/o avesse dovuto mettere un pacemaker, avrebbe potuto sostenere costi anche superiori ai $20.000. L’Obamacare ha drasticamente ridotto i costi delle assicurazioni per chi ha problemi fisici – perché le compagnie non possono caricare tassi spropositati sulle loro polizze – quindi i bisognosi hanno finalmente avuto accesso alle cure.

È curioso vedere la piccola rivoluzione dei governatori degli Stati, che si vedrebbero spogliati dei fondi federali per garantire alcuni servizi ai cittadini pur dovendo soddisfare svariati bisogni essenziali. Chris Sununu, convinto repubblicano e governatore del New Hampshire, ha scritto al Senato che “non vediamo le risorse necessarie per costruire un sistema di successo”. La battaglia va avanti su due piani: quello federale e quello statale. Peraltro la polemica si è ulteriormente avvelenata perché i parlamentari sono sufficientemente ricchi da non doversi preoccupare della loro copertura sanitaria, per cui sono stati accusati di non considerare le conseguenze sociali ma di volere semplicemente un taglio alla spesa.

È chiaro che quel 5% della popolazione che non risulterebbe più iscritta al Medicaid sarebbe ostile all’amministrazione che toglie loro un diritto acquisito. Ciò comporta dei costi umani (lo stress causato dalla perdita dell’assicurazione) e politici, perché un già poco popolare Trump si tirerebbe contro le ire di una fetta rilevante dell’elettorato. Forse potrà cavarsela continuando a tenere i piedi su due staffe diverse, ma così facendo corre il rischio di cadere.

Una parola finale: Obamacare o no, gli States hanno ancora molta strada da fare se vogliono raggiungere gli standard europei. Non solo il 10% della popolazione è ancora totalmente scoperto, ma i costi per le cure mediche sono ancora esorbitanti nella maggior parte degli stati. Per una volta, che prendano esempio da noi.