Oggi ci sarà il voto sul DDL che regolerebbe l’utilizzo dei cannabinoidi in Italia. Non ho visto alcun articolo sui giornali, né alcun servizio in TV e radio; come al solito, subiremo una decisione dall’alto senza capirci niente. Questo articolo vuole parzialmente supplire alla mancanza di informazioni su un argomento così importante: spiegherò la situazione attuale, la proposta di legge in discussione e darò la mia opinione sulla questione.

Molti di noi avranno sentito la legge Fini-Giovanardi, che regolava l’utilizzo di sostanze stupefacenti fino al 2014, anno in cui è stata dichiarata incostituzionale. Il motivo era che non distingue tra “droghe pesanti e droghe leggere” ed “equipara inopinatamente derivati della cannabis, oppiacei e cocaina”, mentre il Consiglio Europeo aveva giustamente stabilito che queste tre sostanze debbano essere adeguatamente distinte. A partire dall’abolizione della Fini-Giovanardi, le droghe hanno tornato ad essere regolate con la Jervolino-Vassalli del 1990. È inutile che vi dica che è obsoleta, e che bisogna mettersi al passo con i tempi.

I nostri politici non hanno cincischiato, e il DDL è pronto a diventare legge dopo un paio d’anni. I cambiamenti sono tanti e rilevanti: porteranno l’Italia vicino agli standard europei in materia di legalizzazione di droghe leggere. Un primo passo è che sarà possibile coltivare un massimo di cinque piante femmina a testa, denunciando regolarmente la detenzione all’Ufficio dei Monopoli regionale; sarà anche possibile creare dei gruppi di coltivazione sul modello spagnolo: massimo 50 membri, con 5 piante femmina a testa, coltivate in uno spazio comune. Il prodotto delle suddette piante potrà essere consumato da chi le coltiva. Si potrà uscire da casa con un massimo di 5 grammi, mentre sarà possibile detenerne 15 grammi all’interno delle mura domestiche. Non sarà possibile consumare cannabinoidi in luoghi pubblici, sebbene aperti, ma sarà totalmente legale cedere gratuitamente una dose di marijuana – purché chi la riceve sia maggiorenne e non superi i 5g di prodotto con quella che possedeva al momento dello scambio. A proposito, qui c’è una cosa importante: lo spaccio resta severamente punito. La commercializzazione dei cannabinoidi potrà avvenire solo in appositi locali, che dovranno ottenere la licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (proprio come avviene per le sigarette oggi). Questi negozi dovranno garantire la massima tracciabilità e avranno il divieto di importare o esportare i prodotti in vendita.

Questi sono i punti più importanti della proposta di legge che verrà votata martedì prossimo. Io penso che sia buona per molti motivi, probabilmente troppi per elencarli tutti qui. Considererò solo i punti principali:

  1. Legalizzando le droghe leggere si darà un forte colpo alla criminalità organizzata, che ora fa i milioni con lo spaccio. Sarà più facile perseguire chi continuerà sulla cattiva strada (ad esempio vendendo cannabis al di fuori dei negozi con la licenza), perché ci saranno meno criminali da inseguire. Pensate che il 56,8% delle operazioni della polizia in materia di stupefacenti ha avuto come bersaglio persone che facevano uso di cannabinoidi o derivati; tutte forze che potranno essere impiegate meglio, una volta che la cannabis non sarà più illegale.
  2. La qualità e la tracciabilità di queste droghe leggere migliorerà nettamente, perché tutto sarà controllato. Così si ridurranno i danni – ammesso che ce ne siano – della cannabis; anche perché, diciamocelo: chi andrà a comprare dallo spaccino se sa che ne può trovare di ottima qualità in un negozio dedicato? Motivo in più per cui lo spaccio diminuirà.
  3. Perché vendiamo delle droghe come gli alcolici e le sigarette, mentre in Italia non si può fare uso ricreativo dei cannabinoidi? Dico io: spianiamo le differenze! O tutto, o niente.
  4. Last but not least, lo Stato ci farà soldi. Il 5% del ricavato sarà devoluto al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, oltre a finanziare l’informazione, la prevenzione, la riduzione del danno e la riabilitazione. Al momento sono tutte cose che mancano, perché marijuana e simili sono considerati un tabù dai nostri educatori, quindi non se ne parla a sufficienza.

Proprio su quest’ultimo punto vorrei spendere due parole: sarebbe bello che questa legge fosse accompagnata da una maggior consapevolezza della materia da parte di tutti noi cittadini. Sappiamo che i cannabinoidi creano dipendenza, e pertanto vanno affrontati in maniera seria; al pari delle sigarette, dell’alcol, del gioco e del porno, non possiamo permettere che degli adolescenti che non hanno ancora capito nulla della vita vadano ad immischiarsi in cose più grandi di loro. Abbiamo bisogno di più educazione su questi argomenti, perché rischiamo di doverci misurare con una questione di cui sappiamo troppo poco. Solo oggi sappiamo che le sigarette fanno davvero male e prendiamo le giuste misure per contenere il loro consumo; nessuno può sapere cosa sarà dei cannabinoidi, perciò è bene andarci piano e far capire a tutti i rischi che corrono assumendo una droga che, per leggera che possa essere, rimane sempre una droga.

Mi piacerebbe avere la vostra opinione su questo argomento. Qui sotto, se volete, potete dire la vostra. Fatevi sentire, specialmente se siete in disaccordo con me; magari qualcuno riesce a farmi cambiare idea.