È da qualche anno che veniamo bombardati da nuove leggi nutrizionali: prima le diete (Paleo, Crudista, Vegetariana, Vegana, 5:2, etc.), poi le allergie e infine le intolleranze. Direi che è un sintomo di un notevole avanzamento della nostra società, perché se mettiamo queste frivolezze in cima alle priorità significa che non abbiamo malattie gravi da combattere. Tuttavia, è un mondo che va capito fino in fondo perché, come tutte le mode e gli status quo, c’è gente che vuole guadagnarci anche a costo di prendere per i fondelli noi consumatori. Tre articoli di Science di marzo 2015 mi hanno aiutato a fare luce sulle nuove pseudoscienze mediche e su alcune bufale molto popolari.

Innanzitutto, i vaccini non causano autismo né alcuna altra strana malattia. Sono ipercontrollati e non c’è motivo per cui credere che contengano sostanze tossiche, nella misura da assumersi. Ma soprattutto, un bambino non vaccinato è una potenziale bomba per tutti i coetanei che gli stanno attorno. Non vaccinarlo può comportare non solo un danno a lui, ma a tutti coloro che gli vengono in contatto. Non credo sia un caso se l’anno scorso, quando è scoppiata la moda della “non-vaccinazione”, si sia registrata un’impennata di morti per influenza. PER INFLUENZA, nel 2014/2015. Ecco.

Passiamo alla seconda grande moda: l’omeopatia. Ideata da Samuel Hahnemann nel 1796, si basa sul seguente procedimento: si prende il principio attivo d’interesse, e lo si mescola con una fiala d’acqua; di questa soluzione si prende un’aliquota, che a sua volta è diluita con altra acqua (processo di “dinamizzazione”); si ripete questo step finché nella fialetta finale non rimane neppure una minima traccia del principio attivo. Vi sembrerà assurdo, ma 200 anni fa si credeva che l’acqua avesse una memoria, cioè che conservasse alcune proprietà delle sostanze con cui veniva in contatto. Nel 2015 sappiamo che l’acqua non ha alcun tipo di memoria, eppure l’omeopatia è più famosa che nel XIX secolo. Perché? Disinformazione. Sappiate che quando prendete un prodotto omeopatico, voi di fatto bevete acqua (pagando tanti soldi). Difatti, nelle confezioni troverete scritto: “medicinale omeopatico, perciò privo di qualsiasi indicazione terapeutica”. A volte, la convinzione personale è più forte di mille medicine.

Infine, tocco il tasto più dolente: le intolleranze. C’è una vera e propria ondata di ipocondria nella società: pensiamo che sia meglio evitare il lattosio e il glutine, perché magari ci sentiamo gonfi dopo un pranzo. Dario Bressanini, chimico ed esperto di scienza dell’alimentazione, ci dice che “la disinformazione a scopo commerciale, sulla scorta delle affermazioni sulle intolleranze, ha portato molte aziende a pubblicizzare come più salutari o più leggeri prodotti senza glutine o senza lattosio, quando in realtà non vi è alcuna ragione valida per privarsi di questi alimenti, se non vi è un’intolleranza correttamente diagnosticata”. E qui arriviamo all’altro problema: di fronte al crescente numero di persone che volevano sentirsi dire che erano intolleranti a qualcosa, alcuni ciarlatani ne hanno approfittato per creare metodi di diagnosi alquanto fantasiosi. I più strampalati (e privi di qualsivoglia base scientifica) sono l’analisi del capello, l’iridologia, la biorisonanza o il test delle pulsazioni, misurate prima e dopo il contatto con l’alimento sospetto. Giorgio Dobrilla, primario gastroenterologo emerito, ci ricorda che “un soggetto sano e non intollerante non può trarre alcun beneficio dal fatto di evitare il glutine e il lattosio, come pure nessun altro elemento”. Sembra una frase scontata, eppure molte persone hanno il terrore di questi alimenti. Il tutto è alimentato da molti siti; Bressanini sottolinea che “il Web è pieno di siti che sostengono l’innaturalità di bere il latte, appellandosi al fatto che siamo gli unici mammiferi che lo bevono dopo l’infanzia. La storia evolutiva della mutazione genetica che causa la persistenza della lattasi mette invece in evidenza l’infondatezza di queste informazioni”.

Quindi, bevete tutto il latte che volete. Anzi, concludo con una citazione da Paracelso, medico e studioso svizzero del Cinquecento: “Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.” In parole più semplici, poche sostanze sono veramente velenose se prese in piccole dosi; molte (inizialmente innocue) lo diventano se prese in quantità eccessiva. La prova è un recente studio dell’OMS, che riporta che bere almeno un bicchiere di vino al giorno abbia ottimi risultati sulla salute, sebbene l’alcol sia di per sé una sostanza tossica per il nostro organismo. Mi incuriosisce che nessuno abbia parlato di questo studio, mentre si è fatto un caso eclatante per due cavolate sulla carne, che tutti sapevano già da prima. Forse i vegetariani sono più bravi a vendersi degli appassionati di vino. Chissà.